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La Regione blocca il parco acquatico Rabbia ad Albuzzano Stampa
di Stefania Prato, 5 aprile 2014

ALBUZZANO. Parco acquatico, centro sportivo, centro benessere. La Inwex srl è in attesa di ottenere le autorizzazioni a costruire, ma la Regione blocca tutto. Prima si dovrà sottoporre il progetto alla Via, la Valutazione d’impatto ambientale. Un punto a favore di Legambiente che aveva presentato precise osservazioni su un intervento che sarà da realizzare su circa 200mila metri quadri immersi nelle campagne della Bassa Pavese, a ridosso della provinciale che collega Pavia a Lodi.

«Non è possibile prescindere dalla Via quando si decide di trasformare un’area di queste dimensioni da agricola a centro divertimenti», commenta Renato Bertoglio di Legambiente. Per il sindaco Margherita Canini «per l’ennesima volta la burocrazia ha fermato un’opportunità di sviluppo economico per l’intero territorio». «Si dovrà ripetere la Via – aggiunge - che era già stata discussa durante la variante al Pgt e il progetto riproduce quanto espresso in variante». Resta il fatto che i termini si allungheranno, «di circa un anno», ipotizza Livio Tronconi, assessore ai lavori pubblici, che aggiunge: «E’ una sconfitta sociale, economica e ambientale. Il progetto originario era già stato stravolto in favore di una progettazione che coniuga attività imprenditoriali, ludiche e sportive con un corridoio ambientale unico per dimensioni e qualità, ben 88mila metri quadri di parco naturale». Ma Legambiente, punta l’indice contro «le pesanti ricadute sul territorio di un intervento che in un primo tempo la Provincia aveva già considerato non compatibile con il Ptcp». Insomma un insediamento insostenibile, spiega Bertoglio, «anche perché tra le varie destinazioni viene messa in secondo piano quella commerciale, ma le superfici previste variano da circa 19mila a 26mila metri quadri». «Si può definire un parco commerciale – precisa -. Inoltre la viabilità non sarebbe in grado di sostenere un traffico ulteriore, visto che il livello di saturazione è superiore al 100%». Poi gli ambientalisti ricordano che il Tar, per il centro commerciale di Borgarello, aveva annullato gli atti comunali e regionali proprio per la mancanza preventiva della Via. «In questo caso – commenta Bertoglio - si tenta di escluderla forse per evitare ulteriori approfondimenti, mentre sarebbe necessaria una partecipazione più estesa». Nelle osservazioni Legambiente aveva sottolinea «le incongruenze e le criticità del progetto» e la necessità di sottoporlo a Via per «possibili impatti negativi e significativi sull’ambiente». Richiesta accolta da Regione. «E’ andata persa un’opportunità per i cittadini che qui avrebbero potuto trovare lavoro - dice Canini -. Sono previsti 122 posti full time e 62 stagionali, E tre strutture commerciali di 1500 metri quadri ciascuna». «Le associazioni ambientaliste si barricano dietro a farraginosi procedimenti burocratici, impedendo al territorio di esprimere quelle poche opportunità in grado di offrire sviluppo economico – sostiene Tronconi -. Sono passati sei anni dall’avvio del procedimento».

La Provincia Pavese, 5 aprile 2014


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