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Centro commerciale a Borgarello spunta un nuovo progetto Stampa
Ridotto lo spazio di vendita, più attenzione all’ambiente Sostituito gestore Serughetti con ex consigliere di Pavia

di Giovanni Scarpa, 12 aprile 2014

BORGARELLO. Nuovo progetto, nuovo referente, vecchio sogno. Il centro commerciale rinasce dalle sue ceneri, dopo la bocciatura del Tar. A tentare la missione impossibile, questa volta, è un pavese. Marco Meloni, un passato da consigliere comunale a Pavia e in Asm, è la persona scelta dagli investitori per realizzare l’insediamento più discusso di sempre.

Prende il posto di Costantino Serughetti, volto storico del progetto e della società bergamasca che lo propose. Dopo un assedio durato 12 anni, leva le tende. Troppo resistenti le mura pavesi, cementate da ricorsi, contro ricorsi, polemiche e veleni politici. Spazio ad un nuovo condottiero. Meloni, attualmente nel cda della Sic (la società che si occupa dello sviluppo dell’area Necchi) sorride fiducioso. «Non posso al momento rivelare i dettagli del nuovo progetto – spiega –. Posso solo dire che si riparte da zero. L’obiettivo è costruire insieme agli enti, passo dopo passo, il nuovo insediamento. Posso aggiungere che non sarà più un centro per la grande distribuzione, ma un parco commerciale. Si chiamerà appunto “Parco commerciale Green Building”».

Stessi investitori, stessa valanga di soldi pronta per essere investita (140 milioni di euro) stessi posti di lavoro (circa 600), stesse infrastrutture da realizzare ( 21milioni per il territorio, a partire dalla tangenziale di Certosa). Cosa cambia allora? «Diminuisce, prima di tutto la struttura commerciale che passa da 60 a 45 mila metri quadrati. Ci saranno oltre 15 mila metri quadrati di verde. Tutto sarà costruito in vetro e legno. Inoltre, sono state recepite e inserite le valutazioni ambientali di associazioni ed enti. La parola d’ordine, sarà concertazione. Con tutti. Da subito, per evitare equivoci o attriti».

Fra i punti di forza le assunzioni, tutte, «attraverso il centro per l’impiego provinciale in segno della massima trasparenza anche sotto questo profilo». Meloni stoppa subito le voci su un possibile trasferimento del progetto nell’ex area Necchi. «In effetti – ammette – io lo avevo proposto visto che a Borgarello il piano era bloccato e a Pavia c’è quello spazio da recuperare. Si prendevano due piccioni con una fava. L’incontro con Serughetti era nato proprio in questo contesto. Ma gli investitori sono stati irremovibili.

Il punto strategico è solo quello, non altri. E così è a Borgarello che riproporremo il progetto. Perchè io? Semplice: sono pavese, conosco l’ambiente, vogliono vedere se uno “di casa” riesce a far capire che si tratta di un’opportunità unica per il territorio. Per questo inizierò da zero, costruendo il percorso passo dopo passo con Comune e Provincia». Ma la strada sembra già in salita: «Non vedo come un nuovo progetto risolva le criticità da sempre evidenziate e che ci hanno portato a dire di no» è il commento a caldo del sindaco Nicola Lamberti. La partita ricomincia.

La Provincia Pavese, 12 aprile 2014


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  Commenti (9)
Le mani sul territorio
Scritto da Fabrizio Carena, il 14-04-2014 16:38
Dare una mano di vernice verde a un progetto che verde non è, equivale a mettere il logo di Greenpeace su una baleniera giapponese. una vera goffa mistificazione! 
Il problema non è costruire in bioedilizia, ma non consumare suolo agricolo, evitare le inevitabili infrastrutture di contorno come strade, svincoli e parcheggi, oltre al rischio di urbanizzazione dei terreni attigui alle strade o interclusi dalle stesse. 
 
Non è cambiato NULLA rispetto al progetto iniziale. La prospettiva di assolvere alle verifiche di impatto paesaggistico e ambientale NON E' una concessione al mondo ambientalista, bensì uno step burocratico DOVUTO che è mancato al primo iter amministrativo, in quanto bellamente eluso dalla società proponente. Proprio quello che ha permesso al TAR di silurare il prgetto. 
 
Identici sarebbero i problemi legati al traffico, stesso contrasto con la vocazione agricola e la potenzialità turistica del territorio. Stessa società, stesse non-garanzie finanziarie, stessa incerta provenienza dei capitali, stesse promesse effimere di lavoro in un bacino economico e in un contesto nazionale che contrae la domanda di consumi, chiude negozi ed esercizi commerciali.  
Stessa vergognosa raccolta di curricula avvenuta in passato, stesso vile inganno per speranzosi giovani e attempati disoccupati.  
 
Stessa ricaduta mortale sul commercio di vicinato, l'unico che assolve con la distribuzione capillare un ruolo sociale nei confronti di anziani e non automuniti.  
 
Perché davvero non riqualificare un'area degradata e già urbanizzata come quella ex Necchi, invece di devastare la campagna verde? 
Perché non pensare alle generazioni future, alla loro alimentazione, visto che siamo in tema di Expo, quando tra vent'anni non sapremo più dove coltivare per sfamare la popolazione mondiale? 
 
No grazie, sig.Meloni, se crede di offrire con due alberelli una dignitosa via d'uscita a un'amministrazione che ha detto NO secco all'ecomostro, purtroppo non ha capito nulla del mandato elettorale siglato da 900 elettori di Borgarello, il cui volere nessuno può ribaltare con una mano di vernice verde e trenta denari. Il consiglio è di andare a fare affari con amministrazioni irresponsabili e spregiudicate, ma molto molto lontano da noi e dalla sua/nostra cara città....
ancora con sta storia
Scritto da basta, il 15-04-2014 09:39
non lo vogliamo. :sigh :roll :roll
Nuovo progetto, nuovo referente, vecchio
Scritto da Paola Savoia, il 16-04-2014 09:33
Signor Scarpa, per cortesia non scambi il SOGNO con l'incubo e non insulti l'intelligenza dei lettori. 
Signor Meloni, non ci conosciamo ma per cortesia eviti di fare altrettanto. Un caro augurio di buona Pasqua.
E Certosa che dice?
Scritto da Curioso, il 17-04-2014 07:14
Interessante e importante per il nuovo intermediario è sapere cosa pensano i candidati sindaci di Certosa in merito al centro commerciale di Borgarello. Se non ricordo male Infurna e Sereni fanno parte dell'amministrazione uscente PD,che ha dato tutti gli OK possibili all'operatore di Bergamo in cambio della tangenziale. Cozzi non si sa, magari il giornalista può farne un articoletto
si può chiamare anche valle verde
Scritto da vabbè, il 17-04-2014 15:11
ma sempre un centro commerciale resta
Per Curioso
Scritto da Stanco, il 17-04-2014 19:04
Certosa-amministrazione è sempre stata col Centro Commerciale e ha già deliberato col PGT la cementificazione di circa 100.000 metri di terreno agricolo para-tangenziale accaparrato dagli speculatori locali. Ma questa è una vecchia storia e, passate le elezioni a Borgarello, pare non interessi più a nessuno.
irremovibili...
Scritto da Gianka, il 18-04-2014 11:07
"Ma gli investitori sono stati irremovibili..." 
e noi seguiremo il loro esempio "irremovibile NO"
si al centro commerciale
Scritto da francesco, il 19-04-2014 21:45
cosi almeno ravviviamo la zona
paullese
Scritto da Claudio Elazar Lazzaro, il 22-04-2014 09:56
.... ci sono tanti modi di ''ravvivare la zona'' e sinceramente viste le dicerie sui Russi (quelli malamente e NON comunisti) che volevano anche loro ''ravvivare la zona'' con il centro commerciale , forse potremmo avvalerci di servizi filo Russo-malamente meno invasivi per ''ravvivare la zona'' ... in fondo è meglio andarci a puttane che mandare tutto a ....

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