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Borgarello, azzerato piano urbanistico mega market in bilico Stampa
di Stefania Prato, 7 maggio 2014

BORGARELLO Pgt quasi scaduto e nuovo strumento urbanistico ai nastri di partenza. Il Piano del territorio infatti sarà valido fino alla fine del 2014 e, per quella data, dovrà essere pronto il nuovo documento. Che potrebbe anche escludere il centro commerciale. L’area di circa 217mila metri quadrati dove dovrebbe sorgere il megamarket potrebbe avere una diversa destinazione o tornare agricola.
«Il Pgt sarà il frutto di un lavoro condiviso e partecipato, con il coinvolgimento del maggior numero possibile di persone – spiega il sindaco Nicola Lamberti – nel rispetto della legge e del nostro programma elettorale che, di certo, non prevedeva un centro commerciale». Programma che puntava ad adeguare il Pgt «ad un modello di sviluppo sostenibile» e a favorire «attività produttive artigianali o piccole realtà commerciali». Non certo un intervento da 60mila mila metri quadri, ridotti a 45mila nelle intenzioni del privato, come aveva fatto sapere Marco Meloni, nuovo referente degli investitori. E proprio Meloni, interpellato sulla prospettiva che l’area cambi destinazione, preferisce trincerarsi dietro un «no comment», in attesa di valutare meglio le indicazioni dell’amministrazione ai tecnici che dovranno occuparsi di redigere il nuovo Piano di governo del territorio. Resta il fatto che, nonostante il Tar abbia annullato la licenza commerciale rilasciata dalla Regione, il privato potrebbe comunque ritenere di essere danneggiato dalle decisioni della giunta Lamberti. La partita è delicata e tutta da giocare. «Tengo a tranquillizzare la proprietà e i cittadini che ci muoveremo nel pieno rispetto delle norme e quindi non priveremo il privato di un diritto, qualora l’avesse, né esporremo il Comune di un rischio di rivalsa – precisa il sindaco –. Le nostre indicazioni sono quelle di attenersi alle linee programmatiche che avevamo presentato ai nostri elettori. Sarà il tecnico ad individuare la nuova destinazione e sarà il consiglio comunale ad approvare il nuovo Pgt che è in scadenza. Da parte nostra quindi era un atto dovuto quello di attivarsi per elaborare lo strumento urbanistico che, a fine anno, dovrà sostituire l’attuale». E Lamberti sottolinea come si tratti di «uno degli atti più importanti di un Comune, perché si progetta il territorio». Per l’avvocato Franco Maurici, che ha seguito il ricorso al Tar, vinto dalle associazioni, «non è possibile che vengano chiesti i danni». «La sentenza non era stata impugnata da Serughetti e quindi è passata in giudicato – spiega Maurici –. Il Tribunale aveva disposto che l’area tornasse agricola, in quanto stabilito dal Piano regionale d’area». La giunta, nell’avviare la procedura del nuovo Pgt, ricorda anche che la Regione «disincentiva la realizzazione di grosse strutture di vendita nei piccoli Comuni». Stefania Prato
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