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Allarme pedofili, Certosa ora chiede l’intervento del prefetto Stampa
di Stefania Prato, 16 novembre 2014

CERTOSA. Scrive al prefetto il sindaco di Certosa Marcello Infurna. Chiede «un riscontro sulle segnalazioni di auto sospette con a bordo persone che avvicinerebbero minori». Una richiesta di intervento per risolvere definitivamente la questione pedofili, lanciata dal sindaco di Zeccone Maria Teresa Palestra. Perché tra i genitori c’è panico ed è necessario «far rientrare la psicosi che si è generata in questi giorni». «La decisione di coinvolgere la prefettura – chiarisce Infurna – arriva dopo che si è accertato che in Comune non sono arrivate segnalazioni.

Ho contattato i carabinieri di Certosa e di Siziano che hanno garantito l’infondatezza delle voci circolate e ci hanno informato che anche il comando provinciale dell’Arma si sta direttamente occupando del problema con assoluta attenzione. Affermazioni che ci hanno rasserenato, ma vogliamo tranquillizzare in modo ufficiale anche i cittadini per questo ho investito la prefettura del problema». Nella lettera il sindaco sottolinea come «il credito fornito da un paio di amministratori, pur non trovando riscontro a Certosa, ha inevitabilmente generato nei genitori e nella cittadinanza panico e ansie collettive, amplificate da media e social network, ma anche un inevitabile aumento della soglia di attenzione, doverosa in casi come questo. Chiediamo di indicarci le reali dimensioni della questione e le linee guida da seguire». In effetti è panico tra i genitori dopo l’allarme pedofili lanciato dal sindaco di Zeccone e rilanciato da quello di Ceranova, Alessandro Grieco che chiede di «prestare attenzione ad eventuali situazioni sospette». «Ho ricevuto segnalazioni da alcuni cittadini che ho immediatamente girato ai carabinieri per verificare se tratti di psicosi o se effettivamente ci siano situazioni anomale – spiega Grieco –. Ai cittadini ho chiesto di usare l’accortezza del buon padre di famiglia, evitando di far uscire bimbi piccoli senza la presenza di un adulto». Intanto il Comune di Borgarello ha emesso un avviso pubblico, rassicurando che »i carabinieri smentiscono le voci circolate in questi giorni».

La Provincia Pavese, 16 novembre 2014


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